Massimo Fancellu

Coaching per il team

Scopo di vita, intuito e benessere vanno di pari passo - Massimo Fancellu

Scopo di vita, intuito e benessere vanno di pari passo

Di cosa abbiamo bisogno per stare bene con noi stessi e col mondo?
Esiste una ricetta miracolosa, una verità assoluta adatta a tutti per vivere nel benessere?

Nel corso della mia esperienza professionale e di vita ho avuto modo di incontrare e conoscere davvero parecchie persone, anche molto diverse fra loro. Ciascuna di esse mi ha offerto un'opportunità incredibile di approfondire la straordinaria unicità dell'essere umano. Ovvero, la meraviglia nascosta in ciascuno di noi, in quanto individuo particolare e irripetibile.

Non tutti, però, ugualmente felici e soddisfatti di sé stessi: in diverse delle persone conosciute, infatti, ho colto la mancanza di un senso profondo di appagamento, un disagio intimo che non permette loro di assaporare la gioia e la pace proprie del vero equilibrio interiore.   

Cosa costa non essere coerenti con sé stessi 

A cosa si può imputare questa insoddisfazione, più o meno evidente?
Non voglio propormi come il veggente stregone di turno (credo ce ne siano già fin troppi!), né tantomeno pretendo di avere la bacchetta magica per risolvere con un colpo di spugna i problemi e le difficoltà del mondo.
Eppure, mettendo insieme in un puzzle le mie competenze, esperienze ed intuizioni, ho riscontrato un filo conduttore determinante per la felicità o infelicità della gente: la coerenza con sé stessi

Mi spiego meglio: per coerenza, intendo la connessione fra ciò che è il proprio sentire interno, la propria coscienza e ciò in cui questo si traduce, nel pratico, nella propria vita e nel modo di affrontarla.
Di fatto, è solo quando ascoltiamo e diamo spazio a ciò che il nostro intuito, il nostro cuore sa e desidera che riusciamo a vivere un'esistenza viva e gratificante. E' in questa unione autentica fra ciò che sentiamo e ciò che esprimiamo che viviamo nel rispetto di noi stessi, innanzitutto, e anche degli altri. 

Nei fatti, però, capita molte volte di essere sordi all'ascolto di questo nostro sapere schietto e istintivo.
Questo accade, soprattutto, quando ci facciamo distogliere e distrarre da stimoli, voci, rumori esterni che ci allontanano mano a mano da noi stessi. Le chiamerei vere e proprie interferenze esterne che dovremmo imparare a identificare per poi prenderne le distanze, prima di finirne fagocitati.
La forma che tali interferenze possono assumere è varia e ampia: potrebbero essere convinzioni, giudizi, credenze, regole, norme, principi, precetti, assiomi, dogmi, modi di fare che (per i motivi più svariati) finiamo per introiettare dentro di noi, pur non appartenendoci realmente.
C'è un elemento che accomuna tutte queste sollecitazioni esteriori: nel profondo, creano un conflitto nella nostra essenza perché non sono  in sintonia con la nostra vera natura. E questo, prima o dopo, emerge anche fuori ritrovandoci, così, a dover fare i conti con disagi e malesseri di vario genere. 

Non segue la sua coscienza chi, ad esempio...

Ad esempio, un classico caso è quello di chi si ritrova ingabbiato in un lavoro che non gli piace, che non svolge con passione perché, facendo propria la convinzione diffusa (non fra tutti, però!) secondo cui non c'è lavoro, si è ritrovato ad accettare il primo impiego capitato a tiro. 

O magari, per andare nella sfera del privato, la donna che decide di diventare madre non per una vera scelta personale ma, semplicemente, perché si convince che desiderare la maternità sia un atto dovuto visto il numero di amiche con figli.  

In taluni casi, si prendono per buone norme di condotta che, pur non essendo negative in assoluto, sono però poco idonee e salutari per la specifica persona.
Mi è capitato di incontrare persone che seguivano una dieta vegetariana non per convinzione personale ma solo perché così gli aveva detto il loro guru (risentendo della privazione di non poter mangiare carne), gente intrappolata nel cercare di adattarsi ad essere diversa da com'era per paura del giudizio degli altri, altri ancora succubi delle teorie e delle prescrizioni pronunciate in tono insindacabile da saccenti esperti (o, forse, presunti tali).

In tutti i casi, si trattava di uomini e donne che si sono allontanati da sé stessi a causa di qualche intrusione esterna a cui (forse in un momento di difficoltà, necessità o curiosità) hanno permesso di appropriarsi, almeno in parte, della propria esistenza autentica.

2 suggerimenti per vivere in modo autentico

Quale che sia la causa scatenante, è facile e prevedibile per chi non ascolta la propria vocina interiore, finire in un pantano fatto di confusione, disorientamento, rassegnazione. 
Già, ma allora c'è un modo mediante cui si può evitare questo "scollamento" e rimanere centrati sui propri reali bisogni e desideri?
Ci sono due indicazioni che mi permetto di dare a chi non vuole perdere il contatto (e a chi vuole ritrovarlo) con la propria bussola interiore:

  1. innanzitutto mantenere sempre alta la propria attenzione e vigilanza nel valutare "in proprio" le diverse circostanze che la vita ci presenta, senza procedere per "abbrivio" o perché "così fan tutti"
  2. conoscere e interpellare il proprio "scopo di vita" ogni qual volta ci sia da prendere una decisione riguardo sé stessi (specie quelle più importanti e determinanti per il seguito della nostra vita).

Riguardo alla vigilanza, credo sia molto una questione di allenamento, di costanza nel fermarsi e ascoltarsi prima di decidere, fino a che questo atteggiamento non diventi un vero e proprio modus operandi naturale.

Scopo di vita, faro che guida

Scopo di vita, faro che guida

Scopo di vita, il faro che ci guida

Paragono lo "scopo di vita", invece, ad una sorta di "faro interiore" che ci indica la direzione di fronte alle diverse strade percorribili.
Avere chiarezza riguardo al proprio obiettivo personale dello stare al mondo, credetemi, è davvero poter contare su un punto fermo di fronte alle occasioni ma anche agli ostacoli che il vivere comporta.
Nella mia storia personale, e vedo anche in quella di molti altri che si son dati la briga di scoprire il proprio scopo di vita durante un incontro di coaching, ha fatto davvero la differenza.
Già, perché una delle vie più semplici (e anche emozionanti) per trovare lo scopo della vita è proprio grazie a quel metodo meraviglioso di sviluppo personale che è il coaching.  

Ed è inevitabile, d'altronde, che fra scopo di vita e intuito ci sia un'intima correlazione: quando mai la nostra coscienza interiore, la nostra voce saggia, può suggerirci una direzione, una scelta in contrasto con ciò che siamo venuti a realizzare su questa terra?
Potrei dire che, conoscendo il proprio scopo di vita, seguire il proprio istinto è più semplice, immediato, lineare: una sorta di cartina di tornasole che in modo pratico e diretto avvalora il nostro sentire, permettendoci di andare oltre i soli calcoli razionali. Questo perché la ragione, per essere credibile, deve sempre prima fare necessariamente i conti con ciò che ci rappresenta davvero, coi nostri valori. 

E dunque, non sarà più facile che da questa sintonia interiore derivi anche quel benessere, quella gioia di vivere, quel senso di appagamento che ogni uomo cerca?
La mia esperienza (e quella di molti altri "seguaci" del proprio scopo della vita) mi dice che vivere allineati con sé stessi è una chiave d'accesso straordinaria per sentirsi sereni e realizzati: un obiettivo che diventa così molto più a portata di mano e...di cuore!    

Massimo Fancellu
 

Sono un formatore (dal 1996) e un Coach professionista (dal 2004) specializzato nello sviluppo dei Team aziendali (punto di riferimento nr. 1 in Sardegna nel Teambuilding Outdoor). Col mio metodo “TEAM IN 3 PASSI” aiuto i Team di lavoro che vogliono essere più efficaci ed efficienti. Questo in azienda significa lavorare con più affiatamento, maggior benessere e aumentare la produttività del gruppo.

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