Massimo Fancellu

Coaching per il team

Errori da Leader – Come non farsi invischiare in 4 tipiche dinamiche di gruppo - Massimo Fancellu

Errori da Leader – Come non farsi invischiare in 4 tipiche dinamiche di gruppo

Guidare un Team di lavoro è un compito appassionante e impegnativo allo stesso tempo. Da quelli economico-organizzativi a quelli umani, i fattori a cui prestare attenzione sono tanti e tutti hanno un loro peso nel determinare il buon andamento o meno dell'attività aziendale.

Fra tutti, la qualità delle relazioni dentro al gruppo è sicuramente uno dei fattori strategici per procedere speditamente e mantenere la rotta sugli obiettivi fissati. Un equilibrio che è anche facile perdere, però, a causa delle difficoltà di gestione dei rapporti interpersonali in cui si può rimanere invischiati. 

In quest'articolo voglio, perciò, parlarti di uno degli errori frequenti commessi dai Team Leader a livello relazionale:  cadere nelle trappole cognitivo-comportamentali messe in gioco dai propri collaboratori, una vera e propria insidia per la serenità e i risultati di tutto il gruppo di lavoro. 

Quand'è che, dentro a un Team, si innescano delle problematiche di relazione?

Ad esempio, quando il Responsabile è talmente preso dagli aspetti operativi del suo lavoro da perdere di vista la comunicazione e la cura dei rapporti coi suoi collaboratori.  Chi si fa assorbire troppo dal fare, infatti, spesso non riesce a rendersi conto dei tranelli destabilizzanti che, anche inconsciamente, i suoi collaboratori gli tendono con comportamenti e dinamiche di relazione poco edificanti. 

A volte, invece, è lo stesso Team Leader a creare (spesso inconsapevolmente) proprio quelle dinamiche autodistruttive da cui diventa, poi, diventa difficile uscire. In questi casi, più che favorire la soluzione di problemi, gli schemi di interazione adottati finiscono per andare a danno dell'azienda e dello stesso Team Leader.

Vediamo più in dettaglio quattro di queste situazioni ad "alto rischio di invischiamento" per chi è Leader di un gruppo.

1- Favorire la creazione di alibi

Per farti capire in cosa consiste questo rischio, ti racconto un caso concreto preso da  quanto accaduto ad un mio cliente, Direttore di un punto vendita.

Durante una riunione coi suoi più stretti collaboratori, uno dei capi reparto presenti prende la parola per dichiarare, in modo perentorio, davanti a tutti, che "con alcuni dipendenti non c'è proprio niente da fare". Un'affermazione estrema e lapidaria che si trasforma in occasione perfetta per offrire un alibi al capo reparto disfattista.

Cosa ha fatto, infatti, il Direttore? Anziché porre dei dubbi rispetto a quanto dichiarato dal capo reparto o invitarlo a valutare assieme l'uso di nuove strategie, più opportune per ovviare al problema di questi dipendenti "difficili", il Direttore si è limitato a dare ragione al suo capo reparto, ribadendo che, in effetti, con alcuni nessun metodo funziona. 

Confermando lo scetticismo del suo collaboratore,  questo Direttore, automaticamente e indirettamente, lo ha anche autorizzato a gettare la spugna ogni qual volta, da lì per il futuro, si fosse trovato di fronte a situazioni critiche con dei dipendenti. 

Dandogli ragione pubblicamente, inoltre, ha fatto passare lo stesso messaggio a tutti gli altri collaboratori presenti all'incontro: all'occorrenza, avrebbe giustificato questo comportamento "rassegnato" anche da parte loro. 

Ma naturalmente, sia tu che io sappiamo bene, però, quanto gli alibi possano trasformarsi in pretesti perfetti per giustificare i propri comportamenti inappropriati e per allontanare, al contempo, la necessaria assunzione di responsabilità. 

Perciò, osservando la situazione attuale dentro al tuo Team, la mia domanda è:

intravedi, fra i tuoi collaboratori, degli atteggiamenti o prese di posizione non giustificabili secondo logica e buon senso? 

Se hai individuato comportamenti "sospetti", esplora quale alibi potenziale vi sta alla base e, dopo, pianifica in che modo intervenire per scardinare le scusanti che remano contro la vostra efficienza e prosperità.

2- Cedere ai boicottaggi o non vederli

Ciò che ostacola e rallenta l'attività del gruppo ha un impatto dannoso sulle sue prestazioni. Capita varie volte che al suo interno le persone mettano in atto dei comportamenti che diventano dei veri e propri boicottaggi per il buon funzionamento di tutto il gruppo. 

Compito del Team Leader è quello di individuare e porre rimedio con prontezza a queste azioni di disturbo in modo da limitarne al minimo i possibili effetti negativi;  per questo, è necessario allenarsi a osservare gli schemi di comportamento con occhio vigile e meticoloso. 

Una tipica situazione, ad esempio, è quella del solito collaboratore che arriva "puntualmente" in ritardo alla riunione. Cosa fai? Inizi comunque i lavori o aspetti l'arrivo del ritardatario cronico?

Se, anziché avviare le attività e redarguirlo poi in privato, aspetti sempre che sia presente, stai in qualche modo giustificando il suo comportamento scorretto. E fai capire anche agli altri che possono fare altrettanto. Stai creando, perciò, le condizioni perfette per far sì che ciascun collaboratore, a turno, possa ritardare, portando via tempo ed energie al gruppo. 

Come primo passo, il mio invito è quello di

verificare se, dentro al vostro Team, esistono attività di ostruzionismo e, se necessario, intervenire per eliminare queste abitudini e questi comportamenti dannosi.

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3- Caricarsi sulle proprie spalle i conflitti personali altrui

Ogni volta che c'è da prendere una decisione col tuo Team, ti capita spesso di assistere alla contesa fra i soliti due collaboratori in disaccordo fra loro su tutto?

Oppure, li vedi approfittare di ogni situazione per rinfacciarsi responsabilità e colpe a vicenda nel mentre che il resto del gruppo parteggia per l'uno o per l'altro dividendosi in opposte tifoserie? 

Se, come responsabile del Team, nel tentativo di mettere pace e fargli trovare un accordo a tutti i costi, ti succede di farti risucchiare dentro dinamiche come queste, magari dando ragione un po' all'una e un po' all'altra parte, considera che, probabilmente, stai cadendo in uno dei classici tranelli della Leadership.

Le contrapposizioni ripetute e senza via d'uscita fra colleghi sono un segnale chiaro, infatti, della presenza di attriti più personali che professionali. Un contrasto che, scaturito magari da una divergenza di vedute su una questione lavorativa, si è radicalizzato al punto da trasformarsi in aperto risentimento fra le persone. 

Oppure, questi conflitti possono essere un modo, da parte dei "contendenti", di attirare l'attenzione sempre e solo su di sè, mettendo il resto del gruppo in stand by. 

In ogni caso, il tuo primo obiettivo è di non assumerti il peso dei disaccordi, sterili e inutili, dei tuoi collaboratori, che hanno il solo scopo di risucchiare le tue energie, offuscando anche la tua lucidità.

Tieni a mente che

il conflitto è utile quando è gestito con apertura mentale e usato come occasione per migliorare, e non come pretesto per radicarsi nelle proprie posizioni.
4- Cercare il capro espiatorio anziché l'errore di processo

Al presentarsi di un problema, a volte scatta la tendenza, assolutamente umana,  di cercare qualcuno su cui addossare lo sbaglio. Una soluzione semplice, facile da applicare e indolore per tutti, salvo colui o colei eletti a capro espiatorio delle mancanze anche di altri.

Se, come capo, cadi nella trappola di cercare il colpevole -unico ed esclusivo- dentro al tuo gruppo, stai offrendo a tutti gli altri membri del Team un'ottima scusa per non assumersi la propria parte di responsabilità riguardo al problema (o ai problemi) che disturbano il vostro lavoro. Dimenticando, in tal modo, che

il più delle volte, le difficoltà che si incontrano dipendono, in realtà, da negligenze e deficienze di più persone assieme. 

Perciò, se vuoi trovare una soluzione concreta e matura al vostro problema, anziché cercare di sbarazzartene scaricando tutto a caso sulle spalle di qualcuno, muoviti per perseguire questo duplice obiettivo:

  • far riconoscere la sua personale parte di responsabilità ad ogni collaboratore coinvolto nel processo di lavoro
  • individuare in quale punto o fase si verifica il "collo di bottiglia" nel fluire delle attività e, anziché "tagliare la testa", intervenire per "allargare", modificando opportunamente il processo di lavoro

Attivare queste strategie pratiche è un punto di partenza eccellente per maturare come gruppo e lavorare ottenendo gratificazioni e risultati sempre più ambiziosi.

La soluzione? Osservare e rompere lo schema

Ora, al di là delle forme e dei nomi specifici che possono assumere questi tranelli,  per un Team Laeder ciò che più conta è far scattare prontamente un campanello d'allarme non appena ci si accorge di dinamiche o abitudini ambigue e "malsane" che si ripetono sempre nello stesso modo dentro al gruppo.   

Osservare con attenzione ciò che accade serve a inquadrare meglio la trappola in cui, probabilmente, si è caduti o si è in procinto di cadere. Una consapevolezza essenziale per tirartene fuori e cambiare approccio, in modo da rompere lo schema che non funziona.

Ne hai abbastanza di vivacchiare fra conflitti e malintesi nel tentativo di far funzionare il tuo Team?

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Massimo Fancellu
 

Sono un formatore e un Coach professionista specializzato nello sviluppo dei Team aziendali. Col mio metodo “TEAM IN 3 PASSI” aiuto i Team di lavoro che vogliono essere più efficaci ed efficienti. Questo in azienda significa lavorare con più affiatamento, maggior benessere e aumentare la produttività del gruppo.

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