Massimo Fancellu

Coaching per il team

Educare alla flessibilità - Massimo Fancellu

Educare alla flessibilità

A scuola, durante il compito di matematica, un bambino risolve un problema seguendo un suo particolare ragionamento logico anziché il processo codificato insegnato dalla maestra.

Da insegnante, avresti due possibilità: apprezzare e premiare lo scolaro per il suo approccio alternativo al problem solving, o sgridarlo e dargli pure un brutto voto per aver disatteso le regole assegnate.

Quale pensi sia il comportamento più "corretto e logico" da usare?
E quale quello che giova di più al bambino? 

Quando la rigidità sale in cattedra

Se pensi che, ovviamente, un insegnante deve sostenere le attitudini e le modalità di apprendimento personali di ogni alunno, sappi che questo non è affatto scontato. Perché, non più di un paio di mesi fa, proprio in una scuola della mia città sgridare e punire è stato il modo con cui la maestra ha "accolto" le intuizioni "fuori norma", "destrutturate" di un vivace e curioso bambino di 3^ elementare (che conosco personalmente).  

Certo, l'insegnante può dire di aver fatto il suo dovere: programma didattico e caselle del registro sono state rispettate.
Ma, evidentemente, la maestra che ha agito in questo modo non si è resa conto del messaggio nascosto passato al bambino insieme all'ammonizione: non puoi e non devi fidarti delle tue capacità, non ci sono strade alternative che puoi seguire
Stroncando l'ingegnosità del piccolo allievo, di fatto ha in qualche modo minato la sua spontanea energia creativa oltre che fiducia in sé stesso e autostima. 

Un esempio di approccio flessibile all'insegnamento

E allora, cosa potrebbe (ma direi anche dovrebbe) fare un insegnante con l'allievo che, come in questo caso specifico, arriva alla soluzione senza seguire il metodo ortodosso?
Una qualità basilare di un buon educatore è la flessibilità, ovvero la capacità di adattarsi a situazioni e condizioni diverse.
Perciò, nel caso del nostro piccolo scolaro, anziché tarpare le ali tout court, un insegnante più sensibile e flessibile avrebbe potuto:

  • Gratificare il fanciullo per essere comunque arrivato al risultato corretto
  • Spiegargli che conoscere e seguire un metodo è utile per permettere a tanti di risolvere il problema, e che comunque conviene che anche lui lo apprenda per sapere quali sono i passaggi logici funzionali 
  • Ricostruire poi con l'alunno la successione logica fino al risultato finale e condividerla con gli altri compagni di classe
  • Chiedere quindi a ciascuno studente quale dei due metodi (quello ortodosso o quello usato dal compagno "creativo") trova più facile applicare, quale più affine al proprio modo di lavorare per risolvere il compito
  • Infine, verificarne l'applicabilità proponendo eventualmente altri esercizi alla classe per appurare se entrambi i metodi funzionano in tutti i casi

Cosa guadagniamo  dall'essere flessibili 

Perché un insegnante dovrebbe fare tutto questo?
L'esempio rigido e repressivo della maestra citato in questo articolo non incoraggia ad ascoltare ed esprimere le proprie abilità.
Un insegnante che vuole sviluppare le potenzialità di ogni ragazzo deve necessariamente, invece, essere flessibile.
La flessibilità aiuta, infatti, a vivere e lavorare meglio, con più profitto e soddisfazione; e, se si insegna ad essere flessibili agli stessi ragazzi, nel tempo il risultato sarà quello che avremo un mondo molto più morbido, armonico e benestante anziché quello rigido, sterile e a compartimenti stagni col quale spesso abbiamo a che fare oggi.  

Massimo Fancellu
 

Sono un formatore (dal 1996) e un Coach professionista (dal 2004) specializzato nello sviluppo dei Team aziendali (punto di riferimento nr. 1 in Sardegna nel Teambuilding Outdoor). Col mio metodo “TEAM IN 3 PASSI” aiuto i Team di lavoro che vogliono essere più efficaci ed efficienti. Questo in azienda significa lavorare con più affiatamento, maggior benessere e aumentare la produttività del gruppo.

Fai click Qui per lasciare un commento 0 commenti
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.